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Presentazione
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FILCA (Federazione Italiana Lavoratori Costruzioni e Affini) è la Federazione di categoria della Cisl (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) che organizza gli addetti dell'edilizia, dell'industria del legno, del cemento, dei laterizi, del marmo e della pietra.
E' organizzata in strutture periferiche presente in tutte le province dell’ Emilia Romagna. Dal mese di Aprile 2002 è Segretario Generale della FILCA Ciro Donnarumma.
Nel 2008 hanno aderito alla Filca Cisl, tramite le Federazioni territoriali, 13.621 lavoratori (operai, impiegati e quadri) dipendenti da:
- imprese EDILI
- imprese produttrici CEMENTO, CALCE e GESSO
- imprese produttrici di LATERIZI, MANUFATTI IN CEMENTO, FIBROCEMENTO
- imprese di escavazione di GHIAIA e SABBIA
- imprese di escavazione e/o lavorazione di materiale LAPIDEO
- imprese di lavorazione del LEGNO
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Siglati due accordi regionali firmati con Artigiani ed Api sulla applicazione del protocollo sulla trasferta. Consulta l'archivio.
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Seminario "COME USCIRE DALLA CRISI"
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Edili Cisl ER: utilizzare i fondi di riserva casse edili contro la crisi
Costituire con le Associazioni imprenditoriali e la Regione Emilia Romagna un tavolo concertativo di settore per l’utilizzo dei fondi di riserva delle Casse edili. Da destinare ad agevolazioni per i lavoratori, compresi quelli in affitto posti in cigo esclusi dagli aiuti regionali del fondo sociale a sostegno degli affittuari. E’ questa la proposta del responsabile degli edili Cisl (Filca) dell’Emilia-Romagna, Ciro Donnarumma, avanzata in chiusura del corso di formazione sul nuovo modello contrattuale, organizzato dal sindacato regionale a Milano Marittima per i 30 dirigenti (27 uomini e tre donne), cui hanno partecipato: Alberto Berrini, economista e autore del libro ‘Come si esce dalla crisi’ ed Enzo Pelle, segretario nazionale Filca. Per Donnarumma “oggi diviene fondamentale il ruolo delle parti sociali insieme alle istituzioni per evitare che la crisi economica si traduca in disperazione sociale”.Infatti, l’aumento esponenziale del ricorso alla cig (2.386.026 ore di cigo nel primo semestre del ’09) e il calo del 20% degli addetti, dichiarati dalla Cassa edile, evidenziano che il settore edile ha ormai perso le proprie caratteristiche anti-cicliche, che ne hanno fatto nei decenni scorsi un comparto in continua crescita, al di là delle congiunture generali dell’economia. “Il dato negativo del settore delle costruzioni –afferma il sindacalista Filca- costituisce un fattore di allarme per tutti, essendo questo settore quello storicamente più capace di creare occupazione”. In Emilia-Romagna il settore edile vale circa il 12% del Pil ed occupa oltre 70.000 lavoratori distribuiti in circa 20.000 imprese
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____SICUREZZA NEI CANTIERI__
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“Inaccettabile il tributo di vite umane nei cantieri”
Incidenti sul lavoro in Italia ,304 morti bianche da inizio anno 2007 solo mei primi tre mesi 304.206 gli infortuni e 7.606 nuovi invalidi. Lo scorso anno nei cantieri edili dell’Emilia-Romagna hanno perso la vita 19 lavoratori, di cui 6 stranieri. Gli infortuni nel settore che non hanno comportato perdita della vita sono stati in regione 26.015, pari al 18% di tutto il comparto industria (144.533). Il costo annuale degli infortuni, che grava sull’intera comunità, nel Paese ammonta a circa 5 miliardi di euro.
continua
Intervista a Ciro Donnarumma, segretario generale regionale Filca Cisl.
Sicurezza nei cantieri: la situazione attuale.
“In ambito regionale la situazione è ancora preoccupante; è vero che in un certo senso gli infortuni sono diminuiti, sono però aumentati gli infortuni mortali. Questo dato ci deve far riflettere. Nel 2006 sembra si siano verificati circa quindici infortuni mortali; di questi, sette hanno interessato lavoratori stranieri, che all’interno dei cantieri sono quelli che si infortunano maggiormente, la metà dei quali aveva un’età media compresa tra i 26 e i 35 anni di età.
In Emilia i lavoratori occupati edili sono circa 60 mila. Secondo i dati Inail il 44 per cento degli infortuni è rappresentato dalla “caduta dall’alto”; il 15 per cento dalla caduta da “gru, carrello, o ruspa”; il nove per cento da “crollo o colpiti da materiali”; per “folgorazione” circa il 5 per cento. Il restante 6 per cento si è infortunato per “altri motivi”. Stanno inoltre aumentando gli infortuni in itinere”.
continua
Altra documentazione : scarica il documento elaborato unitariamente da Fillea – Filca – Feneal Regionali per il confronto con la Regione Emilia Romagna sul tema della sicurezza.
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DOSSIER EDILI CISL ER “FALSO LAVORO AUTONOMO PIAGA DELL’EDILIZIA”
“E’urgente combattere e regolamentare la piaga del falso lavoro autonomo nel settore edile”. E’quanto ha affermato questa mattina Ciro Donnarumma, segretario generale regionale dei lavoratori edili (Filca) della Cisl durante la presentazione del dossier Filca “Impresa e lavoro in Italia e in Emilia-Romagna”, avvenuta nel corso della tavola rotonda “Autonomi per finta” organizzata a Bologna dalla stessa categoria della Cisl. “Nei cantieri – ha precisato Donnarumma – è necessario porre un freno subito al fenomeno dei lavoratori autonomi fittizi. Lavoratori il cui numero registra ogni giorno una crescita esponenziale a causa della convenienza economica di imprenditori spregiudicati e della estrema facilità di accesso alla professione artigiana edile, ma che altro non sono che dipendenti privi di diritti, di tutele e sottoretribuiti in rapporto al lavoro dipendente regolare e contrattuale”. Infatti, dal dossier degli edili della Cisl si pone in evidenza come “se si prendono tutte le imprese attive regionali, il tasso di crescita delle imprese individuali, dal 2002 al 2007, è pari a 0,3%. Se l’universo di riferimento viene circoscritto alle sole imprese artigiane, il tasso di crescita registrato sale all’8,71%. Scendendo ulteriormente nel dettaglio, se tra le imprese artigiane si restringe l’analisi alle sole costruzioni edili, il tasso di crescita delle imprese individuali è di 29,86%”. “Una pericolosa dinamica – sottolinea il massimo esponente regionale della Filca Cisl dell’Emilia-Romagna - che non solo rischia di demolire il fragile equilibrio esistente che distingue il lavoro dipendente da quello autonomo, ma che è causa stessa di infortuni. Difatti, quando si permette a lavoratori italiani, o anche stranieri appena giunti in Italia, di avviare un’attività autonoma artigiana con una semplice iscrizione alla Camera di Commercio e senza alcun requisito professionale, organizzativo, finanziario e di formazione alla sicurezza, il risultato non può che essere questo”. E proprio in merito ai lavoratori stranieri, lo studio della Filca pone in risalto come un altro elemento fortemente caratterizzante il settore delle costruzioni edili in Emilia-Romagna, ma non solo, sia “la rapida crescita del numero degli imprenditori stranieri, specialmente extracomunitari (78,8% sul totale stranieri)”. Difatti, “a livello regionale, il numero di imprenditori extracomunitari è cresciuto ad un tasso del 76,9% mentre nel solo settore delle costruzioni si rileva un aumento pari al 146%, ossia ad una velocità doppia rispetto al trend generale regionale: nessun altro settore ha fatto registrare risultati assimilabili”. Un settore imprenditoriale destrutturato, quello dell’edilizia, - ha continuato Donnarumma – in cui la grande prevalenza degli infortuni, in particolare quelli più gravi, avviene in quelle realtà di subappalto artigiano e fra i lavoratori autonomi, vale a dire nelle micro-imprese, la cui dimensione è del tutto sfuggente ai controlli e i cui addetti solo sporadicamente possono essere coinvolti in azioni formative pianificate”. Un allarme, quello lanciato dall’esponente della Cisl, che trova piena conferma nei dati diffusi proprio in queste giorni dall’Inail. Infatti, anche se nel 2007 gli infortuni nell’edilizia in Emilia Romagna sono stati 11.800, rispetto agli oltre 100.000del dato nazionale, con un forte calo rispetto al 2006, quella emiliano-romagnola rimane la seconda regione in Italia per infortuni dopo la Lombardia. Proprio per tutta questa serie di motivi, Donnarumma chiede all’Amministrazione regionale di “essere promotrice e capofila di un fronte comune composto da sindacati, associazioni artigiane e le istituzioni, con l’obbiettivo di costruire un quadro di regole più preciso, anche su base negoziale, in un settore che si evidenza come il più a rischio in assoluto per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro”.
comunicato stampa
informazioni di contesto
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FILCA
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